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3 borghi medioevali dell'entroterra ligure da visitare in un giorno

La Liguria è una terra dalle mille sfaccettature. Spesso puoi trovarti di fronte al mare e avere contemporaneamente una montagna a strapiombo alle tue spalle.
Tuttavia la Liguria non è solo mare e natura. Questa regione infatti è particolare anche per i suoi storici borghi.
In questo articolo voglio concentrarmi su tre in particolare: Villanova d’Albenga, Zuccarello e Castelvecchio di Rocca Barbena.
Gli ultimi due sono talmente belli e particolari da essere entrati all’interno della classifica dei Borghi più Belli d’Italia.
Tutti e tre hanno inoltre una cosa in comune: sono molto vicini fra loro quindi possono essere visitati tutti in un solo giorno!
Quindi zaino in spalla e… si parte!

Indice

Villanova d'albenga e il suo centro storico
Uno scorcio del centro storico di Villanova d'Albenga

Villanova d’Albenga, il paese delle violette

Sono arrivata a Villanova d’Albenga praticamente per caso. Tornando da Alassio stavo cercando un posto dove fermarmi per pranzare e mi sono imbattuta in questo piccolo borgo storico.
Spesse mura con dieci torri merlettate, risalenti al periodo medioevale, racchiudono tutto il centro storico.

Ho scoperto che Villanova d’Albenga è molto conosciuta per le sue violette che vengono coltivate nei suoi campi da ottobre a maggio e che sono alla base di marmellate e soprattutto delle violette candite! (già il nome mi ispira tantissimo!)
Per ricordare questa antica tradizione e il duro lavoro che viene svolto nei campi, all’ingresso del borgo è presente la statua di una donna che porta con sé due ceste cariche di questo bellissimo fiore!

Il borgo, in pieno stile con l’epoca, è costituito da una strada principale su cui è presente il pozzo, ancora utilizzato fino agli anni Trenta.

Da questa via centrale, si diramano poi piccoli carruggi ed è proprio all’interno di uno di questi che scoperto il ristorante Osteria di Si.
Questo è uno di quei locali che io amo: personale super gentile, un menu basato sulla cucina del territorio e un numero di piatti limitati che mi danno l’idea di qualità e attenzione verso le materie prime (odio quei ristoranti con menu chilometrici che offrono mille piatti diversi! Mi trasmettono un senso di trascuratezza). Qui ho potuto assaggiare anche le sarde ripiene! Una vera bomba!

Villanova d'albenga e le sue violette
La statua dedicata alle donne che lavorano con duro impegno e fatica nei campi dove si coltivano le violette

Zuccarello, il borgo medioevale del 1200

Seconda tappa del mio viaggio di oggi è Zuccarello, un piccolo borgo medioevale risalente alla metà del 1200.
Sarà la storia di Ilaria (di cui ti parlerò più avanti), del ponte in pietra sul Neva o delle sue antiche costruzioni, ma a me questo paesino dà l’idea di un luogo molto romantico!
Andiamo però con ordine!

Zuccarello e il ponte in pietra sul Neva
Zuccarello e il ponte in pietra sul Neva

Il borgo di Zuccarello

Quando sono arrivata a Zuccarello sono rimasta molto colpita dalla sua struttura: è stato completamente ristrutturato, rispettando il suo assetto originario, e tutt’ora è perfettamente conservato.
È un perfetto mix di antico, mantenuto però con tecniche moderne.

Il borgo si sviluppa intorno a una strada principale che continua zigzagando da un’estremità all’altra del paese.
Ai due lati sono presenti i portici coperti con arcate e pilastri dalle forme più diverse. Un tempo, al di sotto di questi, erano presenti botteghe e negozi, dove avvenivano gli scambi commerciali.
Oggi invece la maggior parte sono state trasformate in abitazioni.

Nascosta dalla via principale, si dirama un ingarbugliato reticolo di carruggi, le strette viuzze che caratterizzano i paesi liguri.

Per poter proteggere il piccolo borgo dagli attacchi dei nemici, erano state create due gigantesche porte che racchiudevano l’area come in un forte abbraccio: la Porta Sottana e la Porta Soprana, capeggiate dai relativi torrioni, dove ancora oggi svettano le bandiere con lo stemma del borgo.

Il borgo di Zuccarello, vanta fra le sue opere, anche un ponte, bellissimo e molto romantico, realizzato completamente in pietra, che attraversa il fiume Neva.

Zuccarello e il suo centro storico
Zuccarello e i suoi portici dove ora sorgono delle case
I portici di Zuccarello un tempo sede di antiche botteghe e oggi case private
La statua di Ilaria Del Carretto posta all'entrata di Zuccarello

La storia di Ilaria, eroina di Zuccarello

E arriviamo adesso alla storia di Ilaria del Carretto.
Immagina per un momento di fare un salto indietro nel tempo. Ci troviamo nel Medioevo, nell’epoca di grandi cavalieri, nobili eroi e grandi gesta. E anche questo borgo ha la sua eroina dal nobile destino e dalla terribile sorte!
Si chiamava Ilaria e ancora oggi all’ingresso della Porta Sottana, ad accogliervi c’è la sua statua.

Ilaria era la figlia del marchese di Zuccarello e venne data in sposa a Paolo Guinigi, signore di Lucca, per rafforzare l’alleanza fra i due ducati.

Si racconta che le nozze furono grandiose: i festeggiamenti durarono 3 giorni e 3 notti!
La felicità durò tuttavia molto poco.
Due anni dopo il matrimonio, Ilaria morì dando alla luce la loro seconda figlia, Ilaria Minor.

Il marito, disperato per questa terribile perdita, decise di far realizzare da Jacopo della Quercia un imponente sarcofago che fosse in grado di rappresentare la bellezza della moglie perduta.
Ancora oggi questo monumento funebre è situato nel duomo di Lucca.

Nel seicentesimo anniversario dalla data di realizzazione del sarcofago, il Comune decise di creare una statua in onore della sventurata ragazza ponendola all’ingresso del borgo.
Ogni anno, nel mese di luglio, viene inoltre organizzata una rievocazione storica del matrimonio fra Ilaria Del Carretto e Paolo Guinigi.

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Zuccarello e il ponte sul fiume Neva
Zuccarello e il ponte sul fiume Neva

Come arrivare a Zuccarello

Se sono riuscita a incuriosirti, descrivendoti il borgo e raccontandoti la storia di Ilaria, probabilmente ti starai chiedendo: come posso arrivare a Zuccarello?

Per raggiungere il borgo esistono due alternative
In auto, se provieni da Milano, dovrai prendere l’autostrada A7 Milano – Genova. In seguito si prosegue lungo la A10 Genova – Ventimiglia e s’imbocca l’uscita Caselli di Borghetto Santo Spirito – Albenga.

Se provieni da Torino, invece, dovrai prendere la A6 Torino – Savona e poi la A10 Genova – Ventimiglia, uscendo a Caselli di Borghetto Santo Spirito – Albenga.
Il paese purtroppo è non è servito dal treno e la stazione più vicina è quella di Albenga che dista però a 2 ore e mezza di marcia.

Castelvecchio di Rocca Barbena e la sua piazza
La piazza principale dominata dal castello di Castelvecchio di Rocca Barbena

Castelvecchio di Rocca Barbena, un presepe nascosto fra le montagne

Castelvecchio di Rocca Barbena è il terzo e ultimo borgo di oggi.

Partendo da Zuccarello in via del Roso e seguendo il sentiero indicato, è possibile continuare a piedi fino a questo particolare comune.
Ci vuole circa un’ora e mezza. Oggi questo percorso è stato rivalutato e intitolato a Ilaria Del Carretto.

Se invece sei più pigro (come la sottoscritta!) non c’è nessun problema: da Zuccarello puoi imboccare la SP582 e raggiungere il piccolo paesino.

Il borgo di Castelvecchio di Rocca Barbena

Anche il borgo di Castelvecchio di Rocca Barbena è entrato a far parte dei Borghi più belli d’Italia e guardandolo non fatico a capirne il motivo!
Un tempo questo colle era un passaggio obbligato per mercanti, pellegrini ed eserciti.

Il mare di Albenga in realtà è a soli 15 km, ma fra queste valli, sembra di vivere veramente in un altro mondo.

Il paese è completamente arroccato alla montagna. La su forma mi ricorda un antico presepe. In chiave molto più piccola (e anche molto più verde!) sembra di rivedere Matera.

Il borgo è dominato da un antico castello e tutt’intorno sorgono case e abitazioni, come se cercassero protezione e riparo all’ombra della residenza dei Marchesi.
La pietra e il legno sono i materiali utilizzati per costruire tutto il paese.

Ancora oggi, osservando fra i muri delle case, si possono vedere qua e là piccoli forni incastonati, dove veniva cotto il pane per la comunità.

Strette vie, i carruggetti, collegano tutto il borgo.

Oggi purtroppo molte case sono state abbandonate. Vivere in un posto così isolato dal resto della città, mi rendo conto (mio malgrado) che non è una cosa semplice.

Il lavatoio di Castelvecchio Rocca Barbena
Un antico lavatoio in pietra

Informazioni utili per organizzare la tua visita

Se questi borghi ti hanno incuriosito, qui di seguito ti ho riportato alcune informazioni che potrebbero tornarti utili.
Naturalmente, se dovessi avere ancora qualche dubbio, non esitare a lasciarmi un commento di seguito o inviarmi una mail all’indirizzo sempreprontaperpartire@gmail.com

Un dettaglio del B&B Sogni e Colori

Dove dormire: prenota il tuo hotel

Per visitare questi borghi sono presenti diversi hotel, B&B e agriturismi nella zona.

Fra questi, uno che potrebbe fare è al caso tuo è il B&B Sogni e Colori, situato a Villanova d’Albenga.

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La tua guida di viaggio

Una delle guide migliori per visitare questa zona è: 35 borghi imperdibili. Borghi della Liguria. L’entroterra” realizzata da Edizioni del Capricorno e scritta da Andrea Carpi

Clicca qui per acquistare la guida.

Il Castello di Castelvecchio di Rocca Barbena
Il Castello di Castelvecchio di Rocca Barbena che domina tutta la montagna

Conclusioni

In questo post ho voluto consigliarti tre bellissimi paesi dell’entroterra ligure che puoi visitare in giornata proprio per la loro vicinanza.
Questi borghi vanno ad aggiungersi a Lerici, Tellaro, San Terenzo e Noli che avevo visitato nel corso di altri viaggi.
Quali sono invece i tuoi borghi liguri preferiti?!
Lasciami un commento qui di seguito!

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Elisa Mout

Elisa Mout

Sono Elisa e ho due grandi passioni: viaggiare e leggere libri!
Mi piace girare il mondo e scoprire cosa si cela dietro a ogni luogo: la sua storia, i suoi aneddoti e le sue leggende!

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