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A tu per tu con Vincent: il Van Gogh Museum

Il mio viaggio alla scoperta dei luoghi più belli di Amsterdam, fra canali e biciclette, continua, dopo aver visto l’Amsterdam Light Festival, al museo Van Gogh.
Vincent Van Gogh è stato sicuramente uno degli artisti più famosi di tutta l’Olanda e il suo talento è stato celebrato grazie all’omonimo museo in cui sono presenti la maggior parte delle sue opere.
Durante il mio viaggio nella capitale dei Paesi Bassi, una tappa in questo museo non poteva sicuramente mancare!
Quindi zaino in spalla e… si parte!

Gli iris, uno dei miei quadri di Van Gogh preferiti

L'organizzazione della mostra

Il museo Van Gogh è una struttura molto ampia, articolata su tre livelli. Per poterlo visitare tutto sono necessarie almeno un paio d’ore.
Se volete saltare le code, è possibile acquistare il biglietto direttamente online.
Il costo è di € 19,00 per gli adulti e gratuito per i bambini e i ragazzi fino ai 17 anni di età.
Insieme al biglietto è possibile prenotare anche l’audioguida nella propria lingua. Ve la consiglio caldamente! È fatta molto bene! Piena di inserti e interessanti descrizioni delle opere e della vita di Van Gogh.
Durante la prenotazione infine dovrete scegliere l’orario di visita di vostro interesse.
In generale ho trovato il museo un po’ caro, ma posso anche garantirvi che ne vale la pena.

Dove si trova il museo Van Gogh

Il museo Van Gogh si trova ad Amsterdam nel quartiere dei musei a Museumplein, al numero 6.

Come raggiungere il museo

Per raggiungere il Van Gogh Museum è possibile prendere il tram 1 e scendere alla fermata
1e Con. Huygensstraat. Dalla fermata è sufficiente camminare dieci minuti a piedi.

Per arrivare preparati alla visita nel museo puoi leggere prima tutte le opere di Van Gogh direttamente dalle sue parole grazie al libro “I miei quadri raccontati da me”, acquistabile cliccando sul link qui di seguito.

L'autoritratto di Van Gogh con il cappello di paglia

Van Gogh

I primi anni

Come succede per tutti gli altri artisti, prima di vedere le loro opere amo conoscere la loro vita. Capire la loro storia è un buon modo per capire anche i loro dipinti.
Questo capitolo non poteva quindi non essere dedicato alla biografia di Vincent Van Gogh.
L’artista nacque a Zundert nella seconda metà del 1800.
Il padre era il pastore calvinista della chiesa locale e la coppia, oltre a Vincent, aveva anche un altro figlio Theo e quattro figlie Anna Cornelia, Elisabeth, Wilhelmina Jacoba e Cornelis.
I due fratelli saranno molto legati per tutta la loro vita.
Gli anni dell’infanzia di Vincent trascorsero senza grandi sconvolgimenti in una famiglia dall’educazione abbastanza rigida e a diretto contatto con la campagna circostante. Questo aspetto non deve essere sottovalutato. Infatti, i contadini e l’ambiente naturale saranno i temi principali delle sue opere più belle.
Per un certo periodo Van Gogh si avvicinerà anche alla religione, cercando di diventare lui stesso un pastore, ma il suo fervore religioso durerà in realtà molto poco.
La sua vera passione era infatti l’arte e inizierà a dipingere proprio nei luoghi dov’era nato e cresciuto.

La casa gialla di Arles

Dall'Olanda alla Francia

Decide poi di spostarsi in Francia, a Parigi, culla di pittori e artisti, dove avrà l’opportunità di incontrare tantissime persone e migliorare ulteriormente la sua arte.
Fra questi ci sarà anche Gauguin con il quale avrà per sempre un rapporto molto conflittuale. La vita di Parigi nonostante le grandi opportunità che offre e però molto caotica e Van Gogh decide di trasferirsi in un paese più tranquillo dove può dedicarsi alla sua arte.
Si sposta quindi ad Arles, nel sud della Francia, dove la campagna circostante gli ricorda molto quella della sua terra natale. In tutti i suoi spostamenti, il fratello Theo è sempre pronto a incoraggiarlo e a sostenerlo economicamente.
Ad Arles Van Gogh decide di creare una casa che doveva essere il punto di riferimento per mecenati e artisti provenienti da tutto il mondo, la famosa casa gialla! L’idea era quella di scambiarsi idee, consigli e migliorare le proprie tecniche.
Il progetto non andrà però esattamente secondo i piani.

Invita a soggiornare qui Gauguin, ma la loro convivenza durerà molto poco e capitolerà in un tragico episodio: dopo una lite furibonda, Gauguin decide di lasciare la casa di Arles e rientrare a Parigi. Van Gogh è distrutto e in un impeto di follia si taglia un orecchio che consegnerà poi la mattina successiva a una prostituta di un bordello.

Il campo di grano con corvi

Gli anni bui

Questo tragico epilogo, in realtà sarà l’inizio di un periodo molto difficile per Van Gogh che, compreso il suo grave stato di salute, decise di farsi curare in un ospedale specializzato.
Questa fase della sua vita, paradossalmente, sarà anche il periodo in cui Van Gogh conoscerà la sua maggiore produzione artistica.
Arriverà addirittura a realizzare un quadro al giorno! I suoi dipinti sono però sempre più cupi e trasmettono appieno il senso di tristezza e dolore che Van Gogh doveva provare.
Anche in questo momento così difficile, il fratello Theo gli rimarrà sempre vicino. Sarà poi il nipote, dopo la morte dello zio e del padre, a realizzare il museo Van Gogh che conosciamo noi oggi.

Il museo Van Gogh

Il museo Van Gogh

Come accennavo all’inizio del dell’articolo, il museo Van Gogh si articola su tre grandi livelli.

Il piano terra del museo: conosciamo Van Gogh

Il piano terra è dedicato alla figura di Vincent Van Gogh: racconta la storia e quella della sua famiglia.

Una lunga linea temporale attraversa il lato di una stanza da parte a parte, raccontando i momenti più salienti della sua vita e che hanno inciso di più nella sua carriera artistica e professionale.
Addentrandoci all’interno della sala sono presenti tutta una serie di dipinti che raffigurano Van Gogh. Sono i suoi autoritratti. Van Gogh amava infatti dipingersi e vedere come, di volta in volta poteva cambiare nelle diverse circostanze. In particolare, amava osservare come, in base alla rifrazione della luce, cambiasse il colore dei suoi occhi.
Tra questi autoritratti troviamo anche quello in cui lui indossa il cappello di paglia, simbolo della vita contadina. La scelta di questo accessorio non è casuale: vuole dimostrare il suo amore e il suo senso di appartenenza per la natura e i contadini.
Poco oltre si trova anche il quadro in cui lui si ritrae con la fasciatura, dopo che si era tagliato un orecchio in seguito a una lite con Gauguin.
All’interno di questa prima parte del museo si trova anche la sua tavolozza con alcuni colori. Ho provato un’emozione grandissima vedendola perché è la testimonianza diretta e tangibile delle sue opere.

La tavolozza di Van Gogh

Il primo piano: dentro le opere di Van Gogh

Il secondo piano invece è dedicato alle sue opere giovanili quando Van Gogh inizia a scoprire la vita dei contadini e l’ambiente che lo circonda. Sono forse gli anni più belli e spensierati di Van Gogh, dove il suo talento, passo dopo passo, inizia ad emergere sempre più forte.
È uno dei primi artisti a mettere in luce la difficoltà della vita umana contadina. La sua attenzione si posa sui volti e sulle mani delle persone. Quelle mani che spesso sono non sono belle, ma grezze e ruvide, segnate dal duro lavoro che ogni giorno devono affrontare. Anche se le persone che ritrae non sono perfette ed eleganti questo non ha importanza perché quello che hanno, l’hanno conquistato con dignità.
Una delle opere che noi oggi conosciamo (e a mio parere una delle più belle) “I mangiatori di patate”, in realtà è stata era stata duramente criticata. Van Gogh era molto affezionato a questo quadro, ma si scontrò con una dura critica legata al fatto che non veniva rappresentato il bello né scene epiche, ma la vita quotidiana di tutti i giorni.
Van Gogh, nel suo peregrinare in giro per le campagne olandesi, cercherà di rappresentare la natura così come questa si presenta. Nel bene e nel male.
In alcuni casi, come avviene per il dipinto “Marina a Scheveningen”, per riuscire a cogliere tutti gli aspetti della scena che si sta svolgendo davanti a lui, Van Gogh dipingerà direttamente sulla spiaggia proprio poco prima dell’arrivo della tempesta. Il vento porterà con sé piccoli granelli di sabbia che finiranno nei colori del dipinto. La natura è talmente forte all’interno dei suoi quadri da fondersi direttamente con essi. Ho trovato stupefacente questa cosa.
Qui sono presenti anche i quadri che realizzò durante l’epoca parigina e quelli di chiara ispirazione giapponese.

Una lettera di Van Gogh al fratello Theo

Il secondo piano: le lettere di Van Gogh

All’interno del museo si trova anche enorme archivio con le lettere che Vincent scrisse a Theo. La corrispondenza fra i due fratelli era grandissima e si tratta di un vero e proprio epistolario dove emergono l’anima e i sentimenti di Vincent per l’arte e per la vita in generale.
Molto spesso all’interno delle sue lettere Van Gogh allegava anche degli schizzi dell’opera a cui stava lavorando. In questo modo abbiamo un’autentica fotografia fra il progetto che avevo in mente è quello che realizzerà alla fine. In alcuni casi alcuni dettagli venivano leggermente modificati in corso d’opera.
Ho trovato molto bella e romantica l’idea delle lettere che i due fratelli si scrivevano per tenersi in contatto e aggiornarsi reciprocamente sulle attività che svolgevano. Oggi purtroppo questo modo di scrivere sta andando sempre di più scomparendo, sostituito da messaggi e mail che possono essere cancellati semplicemente premendo un pulsante. Se ne vanno così, tristemente in un paio di secondi, tutte le nostre idee e i nostri pensieri. Al contrario, la corrispondenza fra Vincent e Theo rimarrà per sempre.

Oggi le lettere fra Vincent e Theo sono raccolte e possono essere lette nel bellissimo libro “Lettere a Theo” che può essere acquistato nel link riportato qui di seguito.

Il terzo piano: la natura e gli ultimi anni di vita di Van Gogh.

Il terzo piano del museo è invece dedicato all’ultimo periodo di Van Gogh.
Sono gli anni in cui litiga con Gauguin e inizia a manifestare i primi segni di disagio psichico. Viene ospitato in una struttura apposita e si sottopone volontariamente alle cure.
Allo stesso tempo la sua carriera artistica conoscerà un periodo di grandissima produttività.

È paradossale, non è vero? Nel momento in cui si sentiva peggio, la sua arte continuava a sbocciare come una pianta in fiore. Durante quei giorni realizzerà più di un quadro al giorno. Una produzione veramente degna di nota!
In questo piano si trova anche una delle mie opere preferite: gli iris!
Mentre è in cura, Vincent viene a sapere che il fratello e la cognata stanno aspettando un figlio, per il quale prova fin da subito un grandissimo affetto. A lui dedicherà una delle sue opere più famose, “Ramo di mandorlo in fiore”, e chiederà espressamente di appendere il quadro nella camera del bambino.
Van Gogh si suiciderà all’età di 37 anni e verrà seppellito nel cimitero di Auvers-sur-Oise in Francia. Sei mesi dopo morirà anche il Theo, oppresso dai sensi di colpa per non essere riuscito ad aiutare l’amato fratello. Verrà seppellito vicino alla tomba di Vincent.
Legati per sempre nella vita e nella morte.

Elisa Mout

Elisa Mout

Sono Elisa, ho 32 anni e due grandi passioni: viaggiare e leggere libri!
Mi piace girare il mondo e scoprire cosa si cela dietro a ogni luogo: la sua storia, i suoi aneddoti e le sue leggende!

Scopri di più!

Informazioni utili

Nome completo: Van Gogh Museum
Quando: Aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 17.00
Prezzo:
- Adulti: € 19,00
- Bambini e ragazzi da 0 a 17 anni: gratuito
Dove: Museumplein 6, 1071 DJ Amsterdam, Paesi Bassi
Come arrivare: Tram 1, fermata 1e Con. Huygensstraat
Sito web: www.vangoghmuseum.nl
Giorni necessari: 1 giorno

Verifica la disponibilità

Booking.com

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A tu per tu con Vincent: il Van Gogh Museum

Il mio viaggio alla scoperta dei luoghi più belli di Amsterdam, fra canali e biciclette, continua, dopo aver visto l’Amsterdam Light Festival, al museo Van Gogh.
Vincent Van Gogh è stato sicuramente uno degli artisti più famosi di tutta l’Olanda e il suo talento è stato celebrato grazie all’omonimo museo in cui sono presenti la maggior parte delle sue opere.
Durante il mio viaggio nella capitale dei Paesi Bassi, una tappa in questo museo non poteva sicuramente mancare!
Quindi zaino in spalla e… si parte!

Gli iris, uno dei miei quadri di Van Gogh preferiti

L'organizzazione della mostra

Il museo Van Gogh è una struttura molto ampia, articolata su tre livelli. Per poterlo visitare tutto sono necessarie almeno un paio d’ore.
Se volete saltare le code, è possibile acquistare il biglietto direttamente online.
Il costo è di € 19,00 per gli adulti e gratuito per i bambini e i ragazzi fino ai 17 anni di età.
Insieme al biglietto è possibile prenotare anche l’audioguida nella propria lingua. Ve la consiglio caldamente! È fatta molto bene! Piena di inserti e interessanti descrizioni delle opere e della vita di Van Gogh.
Durante la prenotazione infine dovrete scegliere l’orario di visita di vostro interesse.
In generale ho trovato il museo un po’ caro, ma posso anche garantirvi che ne vale la pena.

Per arrivare preparati alla visita nel museo puoi leggere prima tutte le opere di Van Gogh direttamente dalle sue parole grazie al libro “I miei quadri raccontati da me”, acquistabile cliccando sul link qui di seguito.

Dove si trova il museo Van Gogh

Il museo Van Gogh si trova ad Amsterdam nel quartiere dei musei a Museumplein, al numero 6.

Come raggiungere il museo

Per raggiungere il Van Gogh Museum è possibile prendere il tram 1 e scendere alla fermata
1e Con. Huygensstraat. Dalla fermata è sufficiente camminare dieci minuti a piedi.

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L'autoritratto di Van Gogh con il cappello di paglia

Van Gogh

I primi anni

Come succede per tutti gli altri artisti, prima di vedere le loro opere amo conoscere la loro vita. Capire la loro storia è un buon modo per capire anche i loro dipinti.
Questo capitolo non poteva quindi non essere dedicato alla biografia di Vincent Van Gogh.
L’artista nacque a Zundert nella seconda metà del 1800.
Il padre era il pastore calvinista della chiesa locale e la coppia, oltre a Vincent, aveva anche un altro figlio Theo e quattro figlie Anna Cornelia, Elisabeth, Wilhelmina Jacoba e Cornelis.
I due fratelli saranno molto legati per tutta la loro vita.
Gli anni dell’infanzia di Vincent trascorsero senza grandi sconvolgimenti in una famiglia dall’educazione abbastanza rigida e a diretto contatto con la campagna circostante. Questo aspetto non deve essere sottovalutato. Infatti, i contadini e l’ambiente naturale saranno i temi principali delle sue opere più belle.
Per un certo periodo Van Gogh si avvicinerà anche alla religione, cercando di diventare lui stesso un pastore, ma il suo fervore religioso durerà in realtà molto poco.
La sua vera passione era infatti l’arte e inizierà a dipingere proprio nei luoghi dov’era nato e cresciuto.

La casa gialla di Arles

Dall'Olanda alla Francia

Decide poi di spostarsi in Francia, a Parigi, culla di pittori e artisti, dove avrà l’opportunità di incontrare tantissime persone e migliorare ulteriormente la sua arte.
Fra questi ci sarà anche Gauguin con il quale avrà per sempre un rapporto molto conflittuale. La vita di Parigi nonostante le grandi opportunità che offre e però molto caotica e Van Gogh decide di trasferirsi in un paese più tranquillo dove può dedicarsi alla sua arte.
Si sposta quindi ad Arles, nel sud della Francia, dove la campagna circostante gli ricorda molto quella della sua terra natale. In tutti i suoi spostamenti, il fratello Theo è sempre pronto a incoraggiarlo e a sostenerlo economicamente.
Ad Arles Van Gogh decide di creare una casa che doveva essere il punto di riferimento per mecenati e artisti provenienti da tutto il mondo, la famosa casa gialla! L’idea era quella di scambiarsi idee, consigli e migliorare le proprie tecniche.
Il progetto non andrà però esattamente secondo i piani.

Invita a soggiornare qui Gauguin, ma la loro convivenza durerà molto poco e capitolerà in un tragico episodio: dopo una lite furibonda, Gauguin decide di lasciare la casa di Arles e rientrare a Parigi. Van Gogh è distrutto e in un impeto di follia si taglia un orecchio che consegnerà poi la mattina successiva a una prostituta di un bordello.

Il campo di grano con corvi

Gli anni bui

Questo tragico epilogo, in realtà sarà l’inizio di un periodo molto difficile per Van Gogh che, compreso il suo grave stato di salute, decise di farsi curare in un ospedale specializzato.
Questa fase della sua vita, paradossalmente, sarà anche il periodo in cui Van Gogh conoscerà la sua maggiore produzione artistica.
Arriverà addirittura a realizzare un quadro al giorno! I suoi dipinti sono però sempre più cupi e trasmettono appieno il senso di tristezza e dolore che Van Gogh doveva provare.
Anche in questo momento così difficile, il fratello Theo gli rimarrà sempre vicino. Sarà poi il nipote, dopo la morte dello zio e del padre, a realizzare il museo Van Gogh che conosciamo noi oggi.

Il museo Van Gogh

Il museo Van Gogh

Come accennavo all’inizio del dell’articolo, il museo Van Gogh si articola su tre grandi livelli.

Il piano terra del museo: conosciamo Van Gogh

Il piano terra è dedicato alla figura di Vincent Van Gogh: racconta la storia e quella della sua famiglia.

Una lunga linea temporale attraversa il lato di una stanza da parte a parte, raccontando i momenti più salienti della sua vita e che hanno inciso di più nella sua carriera artistica e professionale.
Addentrandoci all’interno della sala sono presenti tutta una serie di dipinti che raffigurano Van Gogh. Sono i suoi autoritratti. Van Gogh amava infatti dipingersi e vedere come, di volta in volta poteva cambiare nelle diverse circostanze. In particolare, amava osservare come, in base alla rifrazione della luce, cambiasse il colore dei suoi occhi.
Tra questi autoritratti troviamo anche quello in cui lui indossa il cappello di paglia, simbolo della vita contadina. La scelta di questo accessorio non è casuale: vuole dimostrare il suo amore e il suo senso di appartenenza per la natura e i contadini.
Poco oltre si trova anche il quadro in cui lui si ritrae con la fasciatura, dopo che si era tagliato un orecchio in seguito a una lite con Gauguin.
All’interno di questa prima parte del museo si trova anche la sua tavolozza con alcuni colori. Ho provato un’emozione grandissima vedendola perché è la testimonianza diretta e tangibile delle sue opere.

La tavolozza di Van Gogh

Il primo piano: dentro le opere di Van Gogh

Il secondo piano invece è dedicato alle sue opere giovanili quando Van Gogh inizia a scoprire la vita dei contadini e l’ambiente che lo circonda. Sono forse gli anni più belli e spensierati di Van Gogh, dove il suo talento, passo dopo passo, inizia ad emergere sempre più forte.
È uno dei primi artisti a mettere in luce la difficoltà della vita umana contadina. La sua attenzione si posa sui volti e sulle mani delle persone. Quelle mani che spesso sono non sono belle, ma grezze e ruvide, segnate dal duro lavoro che ogni giorno devono affrontare. Anche se le persone che ritrae non sono perfette ed eleganti questo non ha importanza perché quello che hanno, l’hanno conquistato con dignità.
Una delle opere che noi oggi conosciamo (e a mio parere una delle più belle) “I mangiatori di patate”, in realtà è stata era stata duramente criticata. Van Gogh era molto affezionato a questo quadro, ma si scontrò con una dura critica legata al fatto che non veniva rappresentato il bello né scene epiche, ma la vita quotidiana di tutti i giorni.
Van Gogh, nel suo peregrinare in giro per le campagne olandesi, cercherà di rappresentare la natura così come questa si presenta. Nel bene e nel male.
In alcuni casi, come avviene per il dipinto “Marina a Scheveningen”, per riuscire a cogliere tutti gli aspetti della scena che si sta svolgendo davanti a lui, Van Gogh dipingerà direttamente sulla spiaggia proprio poco prima dell’arrivo della tempesta. Il vento porterà con sé piccoli granelli di sabbia che finiranno nei colori del dipinto. La natura è talmente forte all’interno dei suoi quadri da fondersi direttamente con essi. Ho trovato stupefacente questa cosa.
Qui sono presenti anche i quadri che realizzò durante l’epoca parigina e quelli di chiara ispirazione giapponese.

Una lettera di Van Gogh al fratello Theo

Il secondo piano: le lettere di Van Gogh

All’interno del museo si trova anche enorme archivio con le lettere che Vincent scrisse a Theo. La corrispondenza fra i due fratelli era grandissima e si tratta di un vero e proprio epistolario dove emergono l’anima e i sentimenti di Vincent per l’arte e per la vita in generale.
Molto spesso all’interno delle sue lettere Van Gogh allegava anche degli schizzi dell’opera a cui stava lavorando. In questo modo abbiamo un’autentica fotografia fra il progetto che avevo in mente è quello che realizzerà alla fine. In alcuni casi alcuni dettagli venivano leggermente modificati in corso d’opera.
Ho trovato molto bella e romantica l’idea delle lettere che i due fratelli si scrivevano per tenersi in contatto e aggiornarsi reciprocamente sulle attività che svolgevano. Oggi purtroppo questo modo di scrivere sta andando sempre di più scomparendo, sostituito da messaggi e mail che possono essere cancellati semplicemente premendo un pulsante. Se ne vanno così, tristemente in un paio di secondi, tutte le nostre idee e i nostri pensieri. Al contrario, la corrispondenza fra Vincent e Theo rimarrà per sempre.

Oggi le lettere fra Vincent e Theo sono raccolte e possono essere lette nel bellissimo libro “Lettere a Theo” che può essere acquistato nel link riportato qui di seguito.

Il terzo piano: la natura e gli ultimi anni di vita di Van Gogh

Il terzo piano del museo è invece dedicato all’ultimo periodo di Van Gogh.
Sono gli anni in cui litiga con Gauguin e inizia a manifestare i primi segni di disagio psichico. Viene ospitato in una struttura apposita e si sottopone volontariamente alle cure.
Allo stesso tempo la sua carriera artistica conoscerà un periodo di grandissima produttività.

È paradossale, non è vero? Nel momento in cui si sentiva peggio, la sua arte continuava a sbocciare come una pianta in fiore. Durante quei giorni realizzerà più di un quadro al giorno. Una produzione veramente degna di nota!
In questo piano si trova anche una delle mie opere preferite: gli iris!
Mentre è in cura, Vincent viene a sapere che il fratello e la cognata stanno aspettando un figlio, per il quale prova fin da subito un grandissimo affetto. A lui dedicherà una delle sue opere più famose, “Ramo di mandorlo in fiore”, e chiederà espressamente di appendere il quadro nella camera del bambino.
Van Gogh si suiciderà all’età di 37 anni e verrà seppellito nel cimitero di Auvers-sur-Oise in Francia. Sei mesi dopo morirà anche il Theo, oppresso dai sensi di colpa per non essere riuscito ad aiutare l’amato fratello. Verrà seppellito vicino alla tomba di Vincent.
Legati per sempre nella vita e nella morte.

Informazioni utili

Nome completo: Van Gogh Museum
Quando: Aperto tutto l’anno dalle 9.00 alle 17.00
Prezzo:
– Adulti € 19,00
– Bambini e ragazzi 
Dove: Museumplein 6, 1071 DJ Amsterdam, Paesi Bassi
Come arrivare: Tram 1 e fermata
1e Con. Huygensstraat
Giorni necessari: 1 giorno

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Elisa Mout

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Sono Elisa, ho 32 anni e due grandi passioni: viaggiare e leggere libri!
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