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Castel del Monte: simboli e misteri

Castel del Monte: simboli e misteri

Questa volta siamo in Puglia a Castel del Monte, il famosissimo castello a otto punte, simile a una gigantesca corona, realizzato da Federico II di Svevia è diventato Patrimonio dell’UNESCO nel 1996.

Ma perchè è diventato così famoso?!
Si tratta di un castello unico nel suo genere, diventato famoso per innovative tecniche costruttive utilizzate, ma soprattutto per la misteriosa simbologia che si può ammirare in ogni suo angolo.
Ed è proprio di questo che andremo a parlare oggi! 

Quindi zaino in spalle e… si parte!

Castel del Monte ad Andria in Puglia
Vista di Castel del Monte dall'esterno. Una corona costituita da otto torri

Ci troviamo nel 1240.
L’uomo parla attraverso simboli e metafore.
Per questo motivo il re Federico II di Svevia decide di realizzare un castello molto particolare: a forma di corona con otto punte. 

Il messaggio è chiaro: vuole ricordare a tutti la sua costante presenza, anche se non è fisicamente sempre presente su questo territorio.

Chi era Federico II di Svevia?

Prima di continuare con il racconto su Castel del Monte, occorre fare un piccolo excursus storico su questo straordinario personaggio.
Era un uomo colto e illuminato. Dotato di un’intelligenza straordinaria e profondo conoscitore della realtà politica e sociale.
Sotto di sé reggeva quattro regni: re di Sicilia, Imperatore del Sacro Romano Impero, Duca di Svevia e Re di Gerusalemme.

Federico II era consapevole del fatto che non sarebbe riuscito a essere presente contemporaneamente in tutti e quattro imperi. Per questo motivo decise di organizzare e strutturare il proprio regno in modo da dare sempre l’impressione di essere presente.
Castel del Monte ne è un chiaro esempio.

Federico II: Stupor Mundi

Federico II venne ribattezzato “Stupor Mundi”, ovvero una persona talmente colta e intelligente da essere meraviglia o stupore del mondo.
Conosceva sei lingue che parlava correttamente fin dalla giovane età.
Finanziò la scuola di lingua e letteratura in Sicilia, progetti legati allo studio delle piante e della botanica, creò la prima università polifunzionale dell’epoca.
Poiché si trovava ad amministrare quattro regni con caratteristiche e culture molto diverse fra loro, decise di circondarsi di esperti che fossero in grado di aiutarlo e guidarlo nelle sue scelte. Sugli argomenti più complessi e delicati era solito consultare i suoi consiglieri e poi si ritirava a Castel del Monte per prendere una decisione finale.

Federico II scrisse inoltre “De arte venandi cum avibus”, un’opera composta da sei libri inerenti la caccia con gli uccelli. Ancora oggi, a distanza di secoli, questo libro, tradotto in numerose lingue, è considerato una vera e propria Bibbia da parte dei falconieri di tutto il mondo.

Federico II di Svevia e Papa Gregorio IX

Oltre ad essere un uomo estremamente illuminato, era anche un profondo ribelle. In primo luogo nei confronti della Chiesa.
Venne scomunicato dal Papa Gregorio IX dopo che decise di non intraprendere le crociate contro i paesi musulmani, considerati eretici.
Federico II aveva infatti conosciuto sin da bambino queste popolazioni e ne era rimasto affascinato. Non era quindi d’accordo a condurre una guerra di distruzione per questioni religiose.
La sua profonda ribellione nei confronti della religione non si limitava però solo ad aspetti puramente bellici, ma anche a quelli della vita di tutti i giorni. Infatti, diversamente da quanto si credeva all’epoca, dove l’igiene personale era considerata un atto peccaminoso perché privilegiava il corpo all’anima e alla spiritualità, Federico II decise di introdurre all’interno del suo castello tutta una serie di bagni termali romani, saune provenienti dai popoli scandinavi e hammam arabi che, attraverso l’uso di acqua fredda e calda, portavano beneficio a tutto il corpo.

Vita privata di Federico II di Svevia

Federico II ebbe quattro mogli. Le prime tre furono matrimoni di interesse, per favorire legami politici rafforzare i confini di Stato. La quarta invece fu il vero amore della sua vita.
Poiché le prime tre mogli, morirono tutte in giovane età, Federico Secondo decise di sposare la quarta donna solo in punto di morte.
Sposare quest’uomo infatti non portava bene.

Mura esterne di Castel del Monte
Mura esterne di Castel del Monte

Castel del Monte: un innovativo centro di ingenieria per l’epoca

Castel del Monte era considerata una vera e propria innovazione per l’epoca. Ancora oggi viene studiato per la sua eccezionale opera di ingegneria, l’acustica perfetta e il sorprendente bilanciamento di tutte le sezioni che lo compongono.

L’acqua è sempre stata una risorsa scarsa in Puglia. Per questo motivo Federico II fece realizzare un’imponente struttura per la raccolta delle acque piovane. In questo modo nessuna goccia andava sprecata e il castello era, come si direbbe oggi, economicamente efficiente.

Castel del Monte: un castello di rappresentanza

Probabilmente il castello non era stato pensato per viverci durante tutto l’anno.
Da cosa nasce questa idea?
Dal fatto che sono infatti presenti solo cinque camini: due al piano inferiore e tre a quello superiore.  Troppo pochi per riscaldare l’intera struttura.

Inoltre per potersi muovere all’interno del castello, era necessario attraversare la sezione principale aperta sulla sommità, che richiama la parte centrale vuota della corona. Sicuramente un luogo inospitale durante i freddi inverni.

Il castello doveva quindi assumere una funzione puramente simbolica e rappresentativa.
L’estrema eleganza delle sezioni interne ci fa pensare che qui venissero accolte persone provenienti da diverse estrazioni culturali e sociali.
Mosaici e ricche raffigurazioni si trovano in tutto il castello, anche nelle aree che solitamente venivano destinate alla servitù o ai ranghi più bassi della corte imperiale.

Federico II concepì questa struttura come un luogo dove poter sviluppare il proprio pensiero, cercando di elevarsi a un livello superiore. Infatti, come diceva Dante nello stesso periodo, “Fatti non foste per viver come bruti ma perseguir virtute e conoscenza”.
Questo pensiero è stato trasmesso non solo attraverso una serie di metafore e dettagli, ma anche in piccoli aspetti della vita pratica di tutti i giorni.
Ad esempio, per favorire lo studio e la meditazione, Federico II decise di disporre le finestre in modo da sfruttare al massimo la luce proveniente dal sole anche durante le lunghe giornate invernali. Questa posizione non sarebbe servita invece in caso di attacco o guerre.

Cortile interno di Castel del Monte
Cortile interno di Castel del Monte

La simbologia nascosta di Castel del Monte

Arriviamo adesso a uno degli aspetti più clou di Castel del Monte: la sua simbologia.
La struttura vanta infatti anche un’insieme di simboli che si nascondono all’interno delle sue mura.

Le sculture e le piante

Il primo aspetto da osservare sono le sculture che contraddistinguono le volte che si trovano sulla sommità di ciascuna stanza e sono tutte diverse fra loro.
Queste raffigurazioni ci permettono di muoverci facilmente e con sicurezza all’interno dell’intricato labirinto del castello.
La prima che incontrerete durante la vostra visita è quella dedicata al fauno con le orecchie d’asino. È l’unica ad avere questa forma. Tutte le altre sono raffigurazioni di piante ed erbe della zona. Le piante sono anche la caratteristica principale degli altorilievi delle diverse stanze. Si tratta di un vero e proprio libro di botanica 3.0!
Un altro elemento ricco di simbologia è la pianta del melograno. Secondo Federico II infatti il melograno era il simbolo della popolazione per eccellenza. Ogni chicco infatti è diverso dall’altro, ma tutti insieme contribuiscono a creare un frutto gustoso e saporito. Federico II voleva essere la buccia che unisce tutte le popolazioni e quindi i chicchi che compongono il melograno. 

Chiave di volta del soffitto di Castel del Monte
Chiave di volta del soffitto di Castel del Monte

Le stanze di Castel del Monte

Il castello è stato costruito seguendo una particolare disposizione.
Le stanze non sono infatti collocate in modo lineare, ma, per potere accedere, è necessario entrare e uscire più volte dalla stessa stanza.

È una vera e propria metafora della vita, dove niente accade per caso e in maniera lineare. È un continuo cambiamento, un errore, la correzione di questo errore. Un tentativo di andare avanti e tornare indietro.

All’interno delle stanze vi sono poi i richiami alle favole che Federico leggeva da bambino.
Fra queste la più importante è quella di Re Mida, il re che qualsiasi cosa tocca diventa oro. Era considerato un eroe negativo in quanto aveva perso tutti i suoi valori morali e sociali a favore di tesori e ricchezze. Questi stessi tesori e ricchezze l’avevano poi portato alla morte.

Consapevole della pericolosità di diventare avidi e assetati di potere, Federico II aveva voluto inserire all’interno del castello diversi richiami alla celebre storia, per sottolineare la necessità di fare attenzione a non trasformarsi  come il famoso re della favola.

Castel del Monte visto dall'alto

Il numero 8

In qualsiasi parte del Castello c’è un richiamo continuo al numero 8, considerato simbolo dell’infinito.
Otto sono infatti le torri che costituiscono la forma della corona. Il cortile su cui sorge la struttura è a pianta ottagonale e un tempo sorgeva davanti all’ingresso del castello un’enorme fontana composta da otto lati in grado di abbeverare un intero esercito. 

Per concludere

Ancora oggi non puoi rimanere indifferente alla bellezza di questo castello che si staglia bianco e maestoso fra la fitta vegetazione verde che lo circonda e ne risalta ancora di più il candido colore.

Seduta sui gradini antistanti e guardandomi intorno, ho capito perché Federico II aveva scelto proprio questo posto per meditare. Qui, lontani dalla città e dal frastuono quotidiano, si può infatti lasciare il proprio pensiero libero di vagare. Non ci sono rumori o distrazioni, ma solo un silenzio assoluto.

Un posto che ti incanta per la sua tranquillità.
Qual’è il luogo che anche tu ami per il suo silenzio e il senso di pace che è in grado di creare?!

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Informazioni utili

Nome completo: Castel del Monte
Quando: Il Castello è aperto:

  • Dal 1° ottobre al 31 marzo dalle 9.00 alle 18.30
  • Dal 1° aprile al 30 settembre dalle 10.15 alle 19.45
    Prezzo:
  • Biglietto intero: € 7,00
  • Biglietto ridotto: € 2,00 per ragazzi compresi fra i 18 e 25 anni
  • Gratuito: Minorenni, Guide turistiche iscritte all'albo, Personale del Mibac, Membri ICOM (International Council of Museums), Gruppi di studenti delle scuole pubbliche e private, Allievi dei corsi di alta formazione delle Scuole del Mibac, Docenti e studenti delle Facoltà di Architettura, Conservazione dei Beni Culturali, Scienze della Formazione, Lettere ad indirizzo archeologico o storico-artistico, Accademia di Belle Arti, Insegnanti di scuola statale, Giornalisti in regola con il pagamento delle quote associative, Disabili e loro accompagnatori, Operatori delle associazioni di volontariato secondo convenzioni stipulate con il Mibac per attività di promozione e diffusione dei beni culturali
    Dove: Castel del Monte, Andria (BT) - Italia
    Come arrivare:
  • In treno: fino ad Andria e bus da Andria a Castel del Monte (servizio attivo dal 1° aprile al 1° novembre)
  • In auto:
      • Autostrada A14 (Bologna-Taranto)
      • Autostrada A16 (Bari-Napoli), uscita Andria-Barletta S.S. 170 per 18 km circa.
  • In aereo: Aeroporto Bari Palese (km 45)
    Sito web: www.casteldelmonte.beniculturali.it

  • Dove soggiornare

    Ai Pilieri di Bagnoli

    Giorni necessari per effettuare questa attività o tour

    1 giorno

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