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Berlino. Il luogo dell'anima di Nadia Finotto

Libri itineranti: “Berlino. Il luogo dell’anima” di Nadia Finotto

Libri itineranti: “Berlino. Il luogo dell’anima” di Nadia Finotto

Ho sempre pensato che il successo di un libro di viaggi dipendesse non tanto dal numero di copie stampate o vendute, quanto piuttosto dalla capacità che questo testo ha di invogliarti ad andare a visitare un determinato posto.

Magari si tratta di una meta che non avevi mai considerato. 
Magari questo libro ti è stato regalato o ti sei trovato a leggerlo un po’ per caso, ma nonostante questo, dopo averlo terminato, hai sentito il desiderio irrefrenabile e la necessità di partire per visitare quel luogo. Hai sentito come un impulso di conoscerlo più a fondo e poter toccare con mano quello che prima hai letto solo su carta. 
Queste sono le sensazioni che mi sono capitate leggendo il libro “Berlino. Il luogo dell’anima” di Nadia Finotto. Quindi zaino in spalla e… si parte!

Ho sempre considerato Berlino una città fredda e inospitale.
Non ricordo bene da cosa derivasse questa idea, ma era un preconcetto che (devo ammettere mio malgrado) ho sempre avuto nella mia memoria. 
Forse sarà stato a causa del muro e della discrepanza che si era creata nel tempo fra Berlino Est e Berlino Ovest, oppure dal fatto che la percepivo come una città fredda e senz’anima, ma non ero mai stata incuriosita da questa capitale europea. 
Non era sicuramente uno dei posti che avevo in cima alla mia lista dei desideri come posto da visitare, né tanto meno sognavo di andarci un giorno. 
Poi una sera vengo contattata da Nadia e scopro così il suo libro…

Il Sony Center By Night
Sony Center by night - Foto tratta dal libro di Nadia Finotto

“Berlino. Il luogo dell’anima”: titolo e copertina

Mi incuriosisce da subito la sua copertina scura, ma con un’immagine piena di luci e colori. È il Duomo di Berlino che, come un faro nella notte, rischiara il buio che sommerge tutto il resto.
Mi incuriosisce anche il titolo e l’elegante contorno che lo circonda: “Berlino. Il luogo dell’anima”
Mi dà l’idea di un posto magico che dev’essere scoperto per poter carpire fino a fondo tutta la sua essenza.
Inizio così a leggerlo, pagina dopo pagina.

“Berlino. Il luogo dell’anima”: titolo e copertina

Mi incuriosisce da subito la sua copertina scura, ma con un’immagine piena di luci e colori. È il Duomo di Berlino che, come un faro nella notte, rischiara il buio che sommerge tutto il resto.
Mi incuriosisce anche il titolo e l’elegante contorno che lo circonda: “Berlino. Il luogo dell’anima”
Mi dà l’idea di un posto magico che dev’essere scoperto per poter carpire fino a fondo tutta la sua essenza.

Inizio così a leggerlo, pagina dopo pagina.

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Berlino: una città di sorprese

Immergendomi nel libro di Nadia, scopro che Berlino è una città dalle mille sfumature, dove accanto agli edifici storici appartenenti all’epoca dell’Unione Sovietica, denominati “Palazzi dei Lavoratori”, si affiancano abitazioni moderne realizzate da famosi architetti e designer.

Una città cosmopolita e complessa come quella tedesca ha però saputo ritagliarsi anche spazi di relax realizzando giardini e le famose spiagge cittadine che si affacciano sul fiume Spree, con tanto di sedie a sdraio e ombrelloni! Piccoli luoghi di pace dove potersi distaccare dal caos cittadino.

Nel corso del libro, Nadia ti porta alla scoperta di particolari curiosi come il Molecule Man, una statua alta 30 metri che raffigura tre uomini, composti da molecole stilizzate, che si stanno abbracciando. Sono l’emblema dei tre quartieri separati dal muro (Kreutreberg, Alt-Treptow e Friedrichshain), che si sono finalmente riuniti insieme. 
Nella sua semplicità ho trovato il messaggio di questa scultura forte e penetrante. Un esplicito invito a riunirsi e avvicinarsi anche fra persone che sono state a lungo separate.

Come qualsiasi libro che si rispetti, “Berlino. Il luogo dell’anima” suggerisce anche una serie di cose da fare.
Fra queste ho trovato bellissima l’idea della navigazione su uno dei tanti battelli del fiume Spree, considerati dei veri e propri bus fluviali, oppure una passeggiata per i viali e i giardini del Castello Charlottenburg, un palazzo barocco completamente immerso nel verde.

Se dopo aver girovagato tanto siete un po’ stanchi, potete sempre fermarvi a sorseggiare una birra fresca al Schlossplatz Brauerei Kopenick, il birrificio più piccolo della Germania.

Adoro questo genere di consigli, perché permettono di vedere gli angoli della città più particolari e arrivano direttamente da chi qui ha potuto passare un pezzo della propria vita. 

Berlino: una città di sorprese

Immergendomi nel libro di Nadia, scopro che Berlino è una città dalle mille sfumature, dove accanto agli edifici storici appartenenti all’epoca dell’Unione Sovietica, denominati “Palazzi dei Lavoratori”, si affiancano abitazioni moderne realizzate da famosi architetti e designer.

Una città cosmopolita e complessa come quella tedesca ha però saputo ritagliarsi anche spazi di relax realizzando giardini e le famose spiagge cittadine che si affacciano sul fiume Spree, con tanto di sedie a sdraio e ombrelloni! Piccoli luoghi di pace dove potersi distaccare dal caos cittadino.

Nel corso del libro, Nadia ti porta alla scoperta di particolari curiosi come il Molecule Man, una statua alta 30 metri che raffigura tre uomini, composti da molecole stilizzate, che si stanno abbracciando. Sono l’emblema dei tre quartieri separati dal muro (Kreutreberg, Alt-Treptow e Friedrichshain), che si sono finalmente riuniti insieme. 
Nella sua semplicità ho trovato il messaggio di questa scultura forte e penetrante. Un esplicito invito a riunirsi e avvicinarsi anche fra persone che sono state a lungo separate.

Come qualsiasi libro che si rispetti, “Berlino. Il luogo dell’anima” suggerisce anche una serie di cose da fare.
Fra queste ho trovato bellissima l’idea della navigazione su uno dei tanti battelli del fiume Spree, considerati dei veri e propri bus fluviali, oppure una passeggiata per i viali e i giardini del Castello Charlottenburg, un palazzo barocco completamente immerso nel verde.

Se dopo aver girovagato tanto siete un po’ stanchi, potete sempre fermarvi a sorseggiare una birra fresca al Schlossplatz Brauerei Kopenick, il birrificio più piccolo della Germania.

Adoro questo genere di consigli, perché permettono di vedere gli angoli della città più particolari e arrivano direttamente da chi qui ha potuto passare un pezzo della propria vita. 

Stazione di Rathaus Spandau
Stazione di Rathaus Spandau - Foto tratta dal libro di Nadia Finotto

Conclusioni

Descrivere un paesaggio e soprattutto le sensazioni che questo è in grado di offrire non è mai semplice. Spesso infatti è complicato riuscire a trasmettere a parole, nero su bianco, le emozioni che un dato viaggio è riuscito a suscitare in noi. Ancora più difficile è riuscire a far capire al lettore fino in fondo i propri sentimenti.

Leggendo le pagine di questo libro, Nadia Finotto è invece riuscita a trasmettere perfettamente tutte le sue emozioni e impressioni. Con lo sguardo stupito e sorpreso, come quello di una bambina, è stata in grado di catapultarmi nel suo mondo, facendomi vedere le cose da un punto di vista diverso.
Probabilmente ci è riuscita anche grazie alle foto che corredano il libro, ma sicuramente la maggior parte di questo risultato è dovuto alla sua scrittura.

C’è solo un aspetto di questo libro di cui non sono stata sinceramente soddisfatta. Ho notato che spesso veniva fatto un paragone fra l’Italia e la Germania, dove ovviamente l’Italia ne usciva sempre male, a discapito della seconda, dove tutto era concesso e anche le cose che non funzionavano tanto venivano in un certo senso “giustificate”.
In generale non condivido molto questo tipo di pensiero, in quanto reputo che ogni Paese abbia i suoi problemi e le sue difficoltà, i suoi pregi e i suoi difetti. Non per questo però deve sempre criticato. Ma si sa: “l’erba del vicino sempre più verde”!
D’altra parte è anche vero che quando qualcuno ama incondizionatamente un luogo, come si percepisce chiaramente leggendo il libro di Nadia, è normale essere influenzati e fare un paragone, magari involontariamente.

Leggendo questo racconto ho avuto la bellissima sensazione di essere accompagnata, passo dopo passo, in una città meravigliosa, che si apre davanti ai tuoi occhi attraverso le sue mille possibilità.

Come una giovane Peter Pan, Nadia Finotto ti prende per mano e ti porta alla scoperta di una Berlino straordinaria. Ti guida, anfratto per anfratto, alla scoperta dei luoghi che, solo chi ama dal profondo dell’anima una città, può conoscere.

Conclusioni

Descrivere un paesaggio e soprattutto le sensazioni che questo è in grado di offrire non è mai semplice. Spesso infatti è complicato riuscire a trasmettere a parole, nero su bianco, le emozioni che un dato viaggio è riuscito a suscitare in noi. Ancora più difficile è riuscire a far capire al lettore fino in fondo i propri sentimenti.

Leggendo le pagine di questo libro, Nadia Finotto è invece riuscita a trasmettere perfettamente tutte le sue emozioni e impressioni. Con lo sguardo stupito e sorpreso, come quello di una bambina, è stata in grado di catapultarmi nel suo mondo, facendomi vedere le cose da un punto di vista diverso.
Probabilmente ci è riuscita anche grazie alle foto che corredano il libro, ma sicuramente la maggior parte di questo risultato è dovuto alla sua scrittura.

C’è solo un aspetto di questo libro di cui non sono stata sinceramente soddisfatta. Ho notato che spesso veniva fatto un paragone fra l’Italia e la Germania, dove ovviamente l’Italia ne usciva sempre male, a discapito della seconda, dove tutto era concesso e anche le cose che non funzionavano tanto venivano in un certo senso “giustificate”.
In generale non condivido molto questo tipo di pensiero, in quanto reputo che ogni Paese abbia i suoi problemi e le sue difficoltà, i suoi pregi e i suoi difetti. Non per questo però deve sempre criticato. Ma si sa: “l’erba del vicino sempre più verde”!
D’altra parte è anche vero che quando qualcuno ama incondizionatamente un luogo, come si percepisce chiaramente leggendo il libro di Nadia, è normale essere influenzati e fare un paragone, magari involontariamente.

Leggendo questo racconto ho avuto la bellissima sensazione di essere accompagnata, passo dopo passo, in una città meravigliosa, che si apre davanti ai tuoi occhi attraverso le sue mille possibilità.

Come una giovane Peter Pan, Nadia Finotto ti prende per mano e ti porta alla scoperta di una Berlino straordinaria. Ti guida, anfratto per anfratto, alla scoperta dei luoghi che, solo chi ama dal profondo dell’anima una città, può conoscere.

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Elisa Mout

Elisa Mout

Sono Elisa, ho 32 anni e due grandi passioni: viaggiare e leggere libri!
Mi piace girare il mondo e scoprire cosa si cela dietro a ogni luogo: la sua storia, i suoi aneddoti e le sue leggende!

Scopri di più!

Informazioni utili

Titolo: "Berlino. Il luogo dell'anima"
Autore: Nadia Finoto
Editore: Historica Edizioni
Anno di edizione: 2019
Lingua: Italiano
Pagine: 130
Disponibile in e-book: No
EAN: 9788833371375
Prezzo versione cartacea: euro 12,00

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