
Pennabilli: i Luoghi dell'Anima, il legame con il Tibet e il Festival Artisti in Piazza
Home » Pennabilli: i Luoghi dell’Anima, il legame con il Tibet e il Festival Artisti in Piazza
La prima volta che ho sentito parlare di Pennabilli è stato grazie ad Andrea Loreni, l’unico funambolo italiano specializzato in esibizioni a grandi altezze.
Ogni anno questo piccolo paesino dell’Emilia Romagna ospita infatti un evento molto speciale: stiamo parlando di “Artisti in piazza”, il Festival Internazionale di Arti Performative.
Ma la rassegna è solo una delle tante meraviglie di Pennabilli. Nonostante le dimensioni ridotte, il paese è un concentrato di arte e cultura: dalle meridiane dipinte sulle facciate, alla suggestiva Via delle Madonne, fino alle poesie di Tonino Guerra incise su targhe che si nascondono tra i vicoli. E poi c’è la Campana di Lhasa e molto altro ancora.
Come sempre l’articolo è diviso in due parti: nella prima troverai le principali attrazioni da visitare, mentre nella seconda tutte le informazioni utili per organizzare la tua visita.
Quindi zaino in spalla e… si parte!
Indice

Pennabilli e la sua storia straordinaria: castelli, arte e il legame con il Tibet
Prima di immergerci nella scoperta delle vie di Pennabilli, ci tenevo a fare un piccolo excursus storico. Questo piccolo paesino di appena 2.600 abitanti, vanta una storia incredibile.
Partiamo dal nome: Pennabilli nasce dall’unione dei due antichi castelli, storicamente rivali, che si trovavano uno di fronte all’altro: Penna e Billi, oggi chiamati rispettivamente “Il Roccione” e “La Rupe”.
I suoi panorami hanno ispirato artisti, scrittori e poeti tra cui Dante, Giotto, Ezra Pound e, più recentemente, Tonino Guerra che definì Pennabilli “l’Himalaya della sua infanzia”.
Vi rendete conto di quanto questo piccolo borgo sia riuscito a influenzare menti così straordinarie?
La sua fama però non si ferma solo all’ambito artistico. Infatti Pennabilli ha un legame speciale anche con un altro Paese situato dall’altra parte del mondo e su montagne, per così dire, un po’ più alte: il Tibet.
Piccolo spoiler: ancora oggi questo forte legamene è visibile grazie alla Campana di Lasha e alla pagoda Tibetana, ma di questo ne parleremo nei prossimi capitoli.
LEGGI ANCHE: Tour tra i borghi dell’entroterra romagnolo

Tonino Guerra a Pennabilli: guida ai Luoghi dell’Anima
Passeggiando lungo le stradine di Pennabilli, mi sono imbattuta in numerose targhe e incisioni che riportano i versi del grande Tonino Guerra.
Ma qual è il legame fra il poeta e questa piccola città?
Negli anni ’80, dopo aver vissuto a lungo fra Roma e la Russia, Tonino Guerra decise di trasferire definitivamente qui la sua dimora. L’antica città malatestiana era ben conosciuta dal poeta in quanto era nato poco distante, a Sant’Arcangelo di Romagna, ed era solito trascorrere qui i suoi soggiorni estivi.
Artista poliedrico e sensibile, Guerra trasformò Pennabilli in un vero e proprio “museo a cielo aperto”, creando i cosiddetti “Luoghi dell’Anima”.
Sparsi tra le vie del paese, questi luoghi custodiscono angoli unici che parlano di storia, arte e natura. Alcuni dei più affascinanti sono:
- L’orto dei frutti dimenticati: un giardino che raccoglie piante da frutto locali, spesso in via di estinzione, affiancate a sculture di artisti contemporanei.
- Il rifugio delle Madonne abbandonate: un angolo dedicato a Madonne in terracotta e ceramica, dipinte da diversi artisti.
- La strada delle Meridiane: lungo la via principale, sei orologi solari scandiscono il tempo secondo metodi antichi, testimoniando il passare inesorabile dei secoli.
- L’angelo coi baffi: un dipinto ispirato a una delle poesie più celebri di Tonino Guerra, che invita alla riflessione sull’incontro tra arte e vita quotidiana.
- Il santuario dei pensieri: un percorso introspettivo che guida il visitatore attraverso sette sculture in pietra, ognuna pensata per stimolare una meditazione profonda.
- Il giardino pietrificato: un parco composto da sette tappeti di ceramica dedicati ad altrettanti personaggi del passato che hanno vissuto in questo luogo.
- La Madonna del rettangolo di neve: una piccola cappella in pietra, edificata nel 1754 che costudisce al suo interno una formella in ceramica rappresentante la Vergine Maria.
Oltre a queste opere, lungo il centro storico, sono visibili anche “le parole sui muri”, piccole biografie su ceramica di grandi e piccoli personaggi che hanno lasciato una memoria nella storia e nei costumi della città.


Pennabilli, il Dalai Lama e il Tibet
Padre Orazio Oliviero, uno dei primi europei in Tibet
Tonino Guerra definì Pennabilli “l’Himalaya della sua infanzia”. In realtà la cittadina Emiliana ha uno stretto legame con la Terra delle Nevi e non solo metaforicamente parlando.
La loro potrebbe essere definita una lunga storia di amicizia, risalente a più di 300 anni fa.
Ci troviamo infatti nel 1712 quando il frate cappuccino Padre Orazio Olivieri della Penna partì alla volta dell’Asia per evangelizzare le popolazioni locali.
La vita di quest’uomo è stata veramente straordinaria.
Ultimo di tre figli di una ricca e nobile famiglia, a vent’anni decise entrare in monastero. In quegli anni la Chiesa Cattolica iniziava ad aprire numerose missioni in Tibet. Con una determinazione fuori dal comune, nel 1712 decise di cogliere questa occasione storica e intraprendere il viaggio che lo avrebbe portato nella “Terra delle Nevi”. Gli ci vollero 4 anni per poter raggiungere la sua meta. Era uno dei primi Europei a entrare in questo Paese, chiuso e sconosciuto invece alla maggior parte del mondo.
Da Pennabilli si recò in Bretagna, dove si imbarcò su una nave della Compagnia delle Indie, che dopo sei mesi di navigazione lo portò fino al Bengala. Da lì, proseguì a piedi per l’ultimo tratto del suo viaggio.
Sebbene la sua missione fosse principalmente quella di diffondere la Parola del Signore, riuscì a creare un autentico processo di integrazione tra i due popoli.
Portò nel paese la prima stamperia a caratteri mobili e creò il primo dizionario italiano-tibetano della storia. Quest’opera contava oltre 32.000 vocaboli, tutti scritti di suo pugno.
L’approccio rispettoso e aperto di Padre Orazio verso la cultura tibetana gli guadagnò l’ammirazione della popolazione locale al punto che viene soprannominato “Il Lama Testa Bianca”. Il Dalai Lama, in segno di apprezzamento, concesse al monaco un pezzo di terreno per creare la propria chiesa.
Il frate rimase in Tibet per 33 anni e, quando nel 1745 divenne chiaro che la missione non aveva futuro, il progetto fu abbandonato e poco dopo il convento venne smantellato. Un’itera vita spesa a realizzare un progetto andato poi distrutto.
Padre Orazio non riuscì a reggere questa terribile notizia e il suo fisico, già debilitato, cedette completamente. Era il 20 luglio 1745. Padre Orazio aveva 65 anni.
Nel 2022 le monache del Monastero di Pietrarubbia ritrovarono in un cassetto l’unica immagine raffigurante Padre Orazio, dimenticata per quasi un secolo.
Di questa persona straordinaria oggi rimane quindi solo un dipinto su tela e la sua monumentale opera del dizionario e dei testi tradotti.
Ancora oggi nella cittadina emiliana è possibile vedere il palazzo dove nacque Padre Orazio e il 15 giugno del 1994 venne visitato da Tezin Ghiatso, il XIV Dalai Lama. Un incontro che ha simbolicamente unito ancora di più i destini di Pennabilli e del Tibet.


La campana di Lhasa
Nel 2005 il XIV Dalai Lama visitò per la seconda volta Pennabilli e inaugurò il monumento della Campana di Lhasa per ricordare la figura di Padre Orazio.
Questa campana è la copia esatta che si trovava all’interno del convento dei frati cappuccini mentre erano in Tibet e che Padre Orazio riuscì a portare via prima che il monastero andasse completamente distrutto. L’originale si trova invece nei magazzini dell’antico tempio Jokhang a Lhasa.
Accanto alla campana sono stati posti anche tre manikorlo, i mulini di preghiera tibetani, a simboleggiare l’unione fra le due religioni.
La campana è stata posizionata con cura sul Roccione di Pennabilli, un luogo che non avrebbe potuto essere più simbolico: qui si ha una vista a 360° su tutta la vallata sottostante e si respira un senso di pace assoluta. Il luogo perfetto per meditare e pregare.
Scendendo lungo lo sperone roccioso, s’incontra anche un altro simbolo tipico del Tibet: il Chorten, un monumento sacro che raccoglie in sé l’essenza della spiritualità tibetana.
Al suo interno è collocata una stupa bianca, una struttura architettonica simbolica progettata per rappresentare l’insegnamento e la presenza del Buddha punto di incontro tra il mondo materiale e quello spirituale.

Hai già condiviso questo viaggio?

A Pennabilli il festival degli Artisti in piazza
A Pennabilli l’arte è di casa e viene rappresentata in tutte le sue forme e sfaccettature. Ed è per questo motivo che qui ogni anno, verso la metà di giugno, si tiene il Festival Artisti in Piazza.
Per quattro giorni, il centro storico di Pennabilli diventa il cuore pulsante della creatività, con oltre 50 compagnie internazionali che portano in scena una straordinaria varietà di performance: dai concerti dal vivo alle esibizioni teatrali, fino a spettacolari performance circensi e molto altro. Ogni angolo del paese si riempie di suoni, colori e emozioni, offrendo un’esperienza unica per grandi e piccoli.
Durante i giorni del Festival si svolge anche un “Mercatino del solito e dell’insolito”: un mercato di artigianato artistico con 90 espositori, frutto di un’attenta selezione maturata negli anni, che propongono prodotti fatti a mano di alta qualità.
Un’esperienza che va oltre il semplice intrattenimento, ma che celebra la cultura, la creatività e l’incontro tra persone provenienti da ogni angolo del mondo.

Conclusione: Pennabilli, un viaggio tra arte, storia e spiritualità
Pennabilli è un piccolo borgo che non smette di sorprendere: un luogo dove la bellezza dei paesaggi si intreccia con la ricchezza della storia e della cultura. Dai “Luoghi dell’Anima” creati da Tonino Guerra, alle tracce indelebili lasciate da Padre Orazio Olivieri, fino al profondo legame con il Tibet che perdura nei secoli, ogni angolo di Pennabilli racconta una storia affascinante.
Sia che tu sia un appassionato di arte, storia o spiritualità, questo piccolo borgo dell’Emilia Romagna ha qualcosa di unico da offrirti. Non ti resta che metterti in viaggio e scoprire, passo dopo passo, le meraviglie che ti aspettano.
Informazioni utili per organizzare la tua visita a Pennabilli
Se Pennabilli ti ha incuriosito e vuoi avere tutte le informazioni necessarie per organizzare la tua visita, qui di seguito trovi le risposte alle tue domande.
Naturalmente, se dovessi avere ancora qualche dubbio, non esitare a lasciarmi un commento di seguito o inviarmi una mail all’indirizzo sempreprontaperpartire@gmail.com
Dove si trova Pennabilli
Pennabilli è un comune della provincia di Rimini e fa parte del territorio della Valmarecchia

Dove dormire: prenota il tuo hotel
Per visitare Pennabilli sono presenti diversi hotel, B&B e agriturismi nella zona.
Fra questi, uno che potrebbe fare è al caso tuo è il B&B Fonte Dei Billi, situato a due passi dal centro
Clicca qui per prenotare la tua stanza all’B&B Fonte Dei Billi o in alternativa scorri sulla mappa riportata qui di seguito per trovare altre strutture.
La tua guida di viaggio
Una delle guide migliori per visitare questa zona è: “Emilia Romagna” realizzata da Lonely Planet e scritta da Remo Carulli e Denis Falconieri

Elisa Mout
Sono Elisa e ho due grandi passioni: viaggiare e leggere libri!
Mi piace girare il mondo e scoprire cosa si cela dietro a ogni luogo: la sua storia, i suoi aneddoti e le sue leggende!
Informazioni utili
Nome completo: Pennabilli
Quando: Visitabile tutto l'anno
Prezzo: Ingresso gratuito
Dove: Pennabilli, (RN) - Italia
Sito web: www.pennabilliturismo.it/
Giorni necessari: 1 giorno
La tua guida di viaggio
Prenota il tuo hotel
Iscriviti alla newsletter
Seguimi su Facebook
All’interno di questo post sono presenti dei link di affiliazione. Questo significa che se deciderete di effettuare una prenotazione o fare un acquisto e utilizzerete questi link, i siti mi riconosceranno una percentuale. Per voi non ci sono costi aggiuntivi, ma così facendo supporterete questo blog e il lavoro che si nasconde dietro a ogni articolo pubblicato. Grazie ♥
